Gli studi della comunicazione non verbale (CNV) sui palmi delle mani si possono ricondurre principalmente a due casistiche: palmi verso l’alto e palmi verso il basso.

La prima cosa da dire al riguardo è che nell’antichità l’uomo era solito mostrare i palmi ai suoi interlocutori per far capire di essere disarmato. E la stretta di mano odierna non è altro che l’evoluzione della convenzione del passato di mostrare di non avere armi.

Ne consegue che i palmi verso l’alto sono percepiti come un segnale positivo! Inconsciamente se ascolti una persona che, mentre parla, ti mostra i palmi la percepisci in modo positivo. Le stesse parole pronunciate con i palmi verso il basso, riscuoterebbero un indice di gradimento molto più basso.

Gli umani da sempre associano la visione dei palmi al sentimento di amicizia e lealtà, non a caso giuriamo con la mano aperta!

Essendo un gesto inconscio, ne consegue che se uno vuole fingere una certa emozione o dire una bugia troverà molta difficoltà a farlo mostrando i palmi: hai mai visto cosa fa un bambino quando dice una bugia? Mette le mani dietro la schiena!

Chi studia e usa il linguaggio del corpo per ottenere un vantaggio sugli altri, potrebbe deliberatamente usare i palmi verso l’alto per infondere maggiore fiducia nei suoi interlocutori. Come sempre, quando analizziamo e stiamo attenti ai segnali non verbali degli altri, bisogna sempre rifarsi alla regola generale:

Mai prendere per buono un unico segnale, ma una volta che un segnale ci indica qualcosa bisogna andare a cercarne altri che ci possano confermare quell’intuizione!

I palmi rivolti verso il basso comunicano solitamente dominanza, autorità e sottolineano un comando. Ti dice nulla il classico saluto nazista?

Se il mostrare i palmi è associato alla schiettezza e al fatto di non nascondere nulla, il nascondere i palmi è associato al fatto di trattenere qualcosa.

Le mani posate sul tavolo o sui braccioli di una poltrona che mostrano il dorso, oppure quando vengono nascoste sotto il tavolo, creano una distanza con l’interlocutore.

Per farti capire la grande differenza che hanno i palmi verso il basso o verso l’alto ti facciamo analizzare una tipica situazione.

Vogliamo farti accomodare su una sedia e mentre ti diciamo “prego accomodati” abbassiamo il braccio indicandoti la sedia con il palmo rivolto verso l’alto. Che sensazione ti da?

Ora immagina che mentre ti diciamo “prego accomodati” abbassiamo il braccio con il palmo verso il basso mostrandoti il dorso della mano. Che sensazione ti dà?

Tipicamente, nel primo caso, palmo verso l’alto, lo “senti” come un invito. Nel secondo caso, palmo verso il basso, come un ordine, siediti!

Abbassare la mano con palmo verso il basso ha sempre una valenza dominante, schiaccia simbolicamente l’altro!

La prossima volta che ti capita di vedere un discorso di un politico, fai caso a come viene usato il gesto di abbassare le mani con i palmi rivolti verso il basso. Probabilmente vuole che tu faccia silenzio e non te lo sta chiedendo in modo gentile, ma con un chiaro atteggiamento di dominio.

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