La mappa non è il territorio è uno dei principali presupposti della PNL.

Questa metafora è alla base della PNL, così come gli altri presupposti della PNL , cioè quei concetti di fondo che i co-fondatori, Richard Bandler e John Grinder, hanno sintetizzato attingendo da diverse discipline. Questo presupposto consente di capire meglio noi stessi e gli altri, oltre che comunicare in maniera efficace.

Per comprendere facilmente e intuitivamente cosa significhi “La mappa non è il territorio”, pensa alle mappe del tuo navigatore, cosa sono? Esse non sono altro che una rappresentazione di un determinato territorio. Se impostassi la tua destinazione cosa vedresti? La mappa di quella destinazione e non la destinazione vera e propria con tutto ciò che la caratterizza nella realtà.

Ecco, anche noi, come il navigatore creiamo e ci serviamo di mappe personali che usiamo per interagire con il mondo e queste, non sono la realtà, ma sono una rappresentazione filtrata e soggettiva della realtà!

La “mappa” è nella nostra mente, sono le nostre percezioni, e il “territorio” è la realtà esterna, il mondo fisico vero e proprio, come affermava il filosofo e matematico del ‘900 Alfred Korzybski.
Quindi, ogni persona ha un certo numero di filtri attraverso i quali interpreta la realtà.
La prima esperienza del mondo la facciamo grazie al nostro sistema percettivo che è costituito da tutte le informazioni che arrivano al cervello attraverso i …

5 sensi: vista, udito, tatto, olfatto e gusto.

Inoltre, il linguista Noam Chomsky, che ha elaborato la Grammatica Trasformazionale, aveva dimostrato che la nostra mappa è sempre una versione incompleta e imprecisa del mondo esterno, a causa di tre processi che hanno luogo mentre le informazioni entrano attraverso i nostri sensi. Questi sono:

1. Cancellazione: data l’enorme quantità di informazioni in entrata, consciamente e inconsciamente, cancelliamo molti di questi dati provenienti dall’ambiente esterno ed interno a noi. Quindi lasciamo fuori molte cose a cui non desideriamo prestare attenzione o senza essere consapevoli di farlo.

2. Distorsione: distorciamo parte delle informazioni derivanti assegnando ad esse un significato e cambiandole in qualcos’altro.

3. Generalizzazione: generiamo inconsciamente regole, credenze e principi riguardo a ciò che è vero, falso, possibile e impossibile. In seguito a un certo numero di esperienze simili sviluppiamo una certa convinzione in merito a determinate cose.

Ci sono poi altri filtri che rendono soggettiva la nostra esperienza del mondo come i valori (le cose più importanti per noi), le convinzioni (le cose in cui crediamo) e gli stati d’animo che viviamo in ogni momento della nostra giornata.

Molte persone sono convinte che la propria mappa interiore sia una rappresentazione veritiera della realtà, ma si tratta di un’interpretazione.

È quello che capita ad esempio quando due persone leggono lo stesso libro. Ognuna fornisce un suo personale giudizio di quel libro, frutto della sua esperienza soggettiva di lettura. Anche quando ne raccontano il contenuto usano  frasi e parole differenti, mettendo in risalto delle parti diverse oppure omettendone altre. Eppure hanno letto lo stesso libro, con la stessa copertina, le stesse pagine e le stesse parole!

Perciò giudicare le azioni e le parole del tuo interlocutore non è utile a creare una comunicazione efficace con lui. Spesso i problemi comunicativi si presentano perché si scambia la propria mappa impoverita della realtà per la realtà effettiva.

Per aumentare l’efficacia della tua comunicazione devi innanzitutto accettare che la mappa del tuo mondo è esclusivamente tua, perché creata da filtri assolutamente soggettivi. Inoltre, sta a te essere aperto e disposto a comprendere la mappa del tuo interlocutore, impegnandoti a capire cosa c’è nel suo mondo.

Questo ti renderà maggiormente responsabile della tua comunicazione e ti fornirà un buon atteggiamento di flessibilità per comprendere il tuo interlocutore e comunicare al meglio con lui.

D’altronde, tra due persone, la comunicazione è davvero efficace quando queste sono in grado di arricchire le reciproche mappe soggettive creando nuove mappe più ampie in grado di generare nuove opportunità in termini di scelte, parole e azioni.

“La mappa non è il territorio” è uno dei presupposti che presentiamo il primo giorno del corso PNL Practitioner, il corso ufficiale riconosciuto dalla society of Nlp di Richard Bandler. Solitamente, già dopo il primo giorno, questo e gli altri presupposti contribuiscono ad un cambio di atteggiamento dei partecipanti che gli rende più efficaci nella comunicazione e nel raggiungimento dei personali obiettivi di business e benessere personale.

Inizia anche tu il tuo viaggio verso il tuo successo personale e professionale!

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