Nel precedente post sugli aspetti generali del linguaggio della menzogna, abbiamo chiarito un concetto molto importante della comunicazione non verbale, e cioè che non esistono segnali di menzogna precisi. Quello che possiamo osservare nel linguaggio del corpo degli altri sono, eventualmente, gli indizi di bugie. 

L’ulteriore difficoltà, anche per chi sa leggere il linguaggio del corpo, è che qualsiasi comportamento non verbale può essere un indizio di bugia. Non a caso leggere il linguaggio del corpo è decisamente più semplice che riconosce la menzogna. 

Dallo studio scientifico del linguaggio del corpo sappiamo che certi gesti, movimenti e postura rivelano un preciso stato d’animo che va dall’ansia all’impulso alla fuga, dal fastidio alla collera, dal piacere all’interesse. Segnali di fastidio, ansia e piacere possono indicare tutti e tre che c’è un inganno in corso.

I segnali di fastidio:
Grattarsi il naso, togliersi un immaginario pelo di dosso o sfregarsi l’angolo interno degli occhi, potrebbero simboleggiare l’atto di liberarsi dal senso di colpa… oppure no!

I segnali d’ansia: 
Deglutire, orientare un piede verso una potenziale via di fuga o tenere sollevate le spalle, sono potenziali segnali d’ansia che devono sì mettere in allarme, ma anche qui nulla garantisce che siamo di fronte a un bugiardo.

I segnali di piacere:
Passarsi la lingua sul labbro superiore, riavviarsi i capelli o cercare di smorzare un sorriso, sono tutti segnali che indicano piacere. Potrebbe anche essere il piacere che prova il bugiardo nel vedere che l’interlocutore si sta appunto bevendo la bugia!

L’incongruenza tra canale verbale e non verbale:
Come avrai potuto notare, segnali di fastidio, di ansia e di piacere possono essere presenti sia che si stia dicendo la verità e sia che si stia dicendo una menzogna. E allora come si fa a capire se uno mente? Ancora una volta è l’incongruenza tra quello che diciamo e quello che facciamo col corpo che possono essere presi come indizi di bugie. 

Qualche esempio:
Una donna che non vuol fare intendere ad un suo corteggiatore che è venale potrebbe rispondere alla domanda: “Ti va di venire a fare un giro sulla mia Lamborghini?” con un no secco, ma contemporaneamente portare il busto in avanti in segno di forte interesse.

Un uomo potrebbe dire di una donna: “Quella non la vorrei neanche se mi pagassero”, e leccarsi le labbra in segno di attrazione per lei.

Una donna che riceve in regalo dal suo fidanzato un anello con diamante potrebbe dire: “Sai non ci tengo a queste cose, io in un uomo apprezzo la sensibilità e l’affidabilità”, e nello stesso tempo non distogliere lo sguardo dall’anello e avere le pupille che si dilatano per il forte piacere.

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