Facciamo parte della miglior generazione di genitori. Basta pensare che ai tempi dei nostri nonni, tutto girava intorno alle buone maniere e al rispetto nei confronti dell’autorità; ai figli si attribuivano solo doveri, tenendo poco conto del loro mondo e delle loro idee.

Le barriere comunicative si sono ridotte notevolmente con i nostri genitori, pur restando viva la determinazione nell’imporre un’unica possibile visione della vita…la loro!

E adesso che tocca a noi, sappiamo che educare non è solo regole e limiti, che il permissivismo eccessivo fa sentire i figli smarriti e che la vita ha mille colori e sfumature.

Così, ci impegniamo ogni giorno, oscillando tra lo stile normativo e quello affettivo, con improvvisi cambi di direzione, a seconda dell’umore e degli impegni della giornata.

A volte trascuriamo il nostro ruolo di guida, temendo di perderli come compagni di viaggio; esageriamo in partecipazione e protezione, dimenticando che la vita che stanno vivendo è la loro; sentiamo che la situazione ci sfugge di mano, ma non ci va di guastare il poco tempo insieme con i soliti discorsi.

Insomma, avanziamo a tentoni, prendendo le distanze dagli errori inconsapevoli di chi ci ha preceduto, alla ricerca della nostra strada perché, come dice Isabelle Filliozat, psicoterapeuta specializzata in genitorialità positiva,

“Ci comportiamo meglio dei nostri genitori, e i nostri figli si comporteranno meglio di noi. È il senso dell’evoluzione.”

Quindi sì, è vero, siamo la miglior generazione di genitori… almeno fino ad ora! Per fortuna l’evoluzione va avanti; sta a noi scegliere se fare resistenza o evolvere con lei. Ma in quale direzione?

È vero che i tempi sono cambiati e la società ci impone ritmi insostenibili, ma c’è un elemento che accomuna tutti i nostri tentativi genitoriali: l’approccio razionale.

Crescendo, noi adulti, ci alleniamo a “tenere a bada” la nostra parte inconscia, dando anche fin troppo spazio alla parte conscia del cervello.

La mente dei bambini, in questo, è più “spontanea”, è pura emotività, agisce in base ai sentimenti, con comportamenti che ai nostri occhi risultano spesso incomprensibili e faticosi da gestire.

Ma nell’essere umano, ragione ed emozione convivono in un binomio che va finemente bilanciato, alla ricerca del giusto equilibrio. E per fare questo serve quello che John Gottman ha definito “allenamento emotivo”.

La maggior parte delle teorie educative si concentra sul comportamento dei bambini, fornendo dei metodi efficaci per “raddrizzarlo”.

Ma se i comportamenti sono guidati dalle emozioni, ignorare i sentimenti sottostanti, potrà fare di loro dei bambini obbedienti nel breve periodo, ma di certo non farà di loro degli adulti responsabili, capaci di scegliere cosa è meglio per sé, esplorare nuove strade e capire quando è il momento di fermarsi.

Imparare a vivere le proprie emozioni, manifestarle nel rispetto di sé e degli altri, dare un nome a quello che si prova, mentre si testano le possibili strade per uscirne senza esserne travolti: è questo l’allenamento di cui parla Gottman.

I bambini hanno bisogno di una guida per farlo, un allenatore, un sostegno non giudicante, un canale di dialogo sempre aperto, che li aiuti ad affrontare gli alti e bassi della vita, sapendo dove trovare appiglio, quando serve.

Facile a dirsi ma…

“Prendere sul serio le emozioni dei bambini richiede empatia, notevoli capacità di ascolto e il desiderio di vedere le cose dalla loro prospettiva” (John Gottman).

Per essere allenatori emotivi dei nostri figli, i primi a doversi allenare, siamo noi!  Un’altra grande occasione di crescita per noi adulti che abbiamo sepolto la comunicazione emozionale sotto le lancette dell’orologio e l’ubiquità digitale.

Un genitore-allenatore, infatti, lavora in primis sull’autoconsapevolezza delle proprie emozioni, per poi manifestare empatia e accettazione nei confronti dell’emozione dei figli.

Nel momento in cui un figlio è travolto da un’emozione “negativa” (es. rabbia o tristezza) significa che ha davvero bisogno di noi.

Quella manifestazione eccessiva e irragionevole ai nostri occhi, diventa l’occasione per costruire un ponte di comunicazione e rafforzare il legame che ci unisce, vivendo insieme un momento di crescita e apprendimento reciproco. Accettare le emozioni e la loro spontanea espressione, però, non basta. Il genitore-allenatore deve andare oltre e aiutare il figlio a individuare le possibili vie d’uscita.

L’obiettivo, infatti, non è sfogarsi. È vero che tutte le emozioni sono valide e accettabili, ma ci sono comportamenti che vanno oltre il confine del rispetto di sé e dell’altro.

Tracciare insieme il percorso verso una manifestazione rispettosa dei propri sentimenti e trovare le soluzioni più adeguate, è la fase più importante dell’allenamento emotivo. Come sempre, la chiave sta nella relazione.

I comportamenti che vogliamo incoraggiare nei nostri figli sono il frutto dell’amore e dell’interdipendenza che lega i membri della famiglia.

L’empatia è un fortissimo canale di comunicazione che alimenta il senso di appartenenza. Le interazioni che viaggiano su questo canale veicolano la trasmissione dei valori che guideranno le azioni dei nostri figli anche nella vita adulta.

Ed ecco che l’allenamento emotivo diventa uno strumento per la vita, per affrontare le sfide con il giusto spirito, superare le esperienze negative uscendone rafforzati, difendersi da eventuali comportamenti autodistruttivi, esplorare le possibili alternative e ampliare la propria zona di comfort.

Perché il fine ultimo dell’educazione non è tirar su un individuo docile e obbediente.

L’obiettivo è crescere mentre si fa crescere una persona che realizzerà i propri talenti, costruirà delle relazioni umane soddisfacenti, darà il suo contributo alla società e, se lo vorrà, un giorno, entrerà a far parte della prossima miglior generazione di genitori.

È questo il senso evolutivo di Genitori Per Crescere: un progetto di formazione e training per crescere come individui, mentre contribuiamo a rendere i nostri figli delle persone migliori di noi.

Puoi iniziare da subito con i Parenting Training Tools. Molti hanno già scaricato le prime due schede. Da oggi è disponibile la terza PTT. Scaricala qui sotto:

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